Le incisioni storiche

Original Dixieland Jazz Band

da 6 a 8 elementi:
clar, sax, trpt, tbn, tb, banjo
p.no, drums & perc

 

Erano gli anni venti e il nord industrializzato degli Stati Uniti aveva accolto con calore i musicisti provenienti dagli Stati del Sud. Le loro esecuzioni si distinguevano per le sonorità diverse, adeguate ai tempi nuovi: le vivaci marce adatte alla scatenata vita notturna si univano ai clamori contro il proibizionismo e al frenetico ritmo di vita imposto anche dal diffondersi dell’automobile; ballare sui nuovi ritmi, poi, esaltava quell’impulso alla liberazione sessuale insito in una società che voleva rompere gli argini. Il Jazz, per l’esuberanza della propria giovinezza, costituì l’involucro dei “Roarin’ Twenties”, degli anni ruggenti e finì per prestare il proprio nome ad una delle tante definizioni di quella decade: “L’età del Jazz”. A New Orleans, all’epoca della sua gestazione, il jazz era stato fondamentalmente una musica folcloristica cui molto aveva contribuito un insaziabile desiderio di svago nei ghetti neri. All’arrivo a Chicago, i musicisti del Sud si trovarono immersi in un mondo del tutto diverso, in cui la musica era retta della leggi dello spettacolo e si stava rapidamente trasformando in industria.I complessi provenienti dalla Louisiana dovettero perciò entrare a far parte di un meccanismo rigido, soggetti com’erano alle regole delle sale da ballo e, successivamente, a quelle delle case discografiche. Ora non si poteva più prescindere dalla corretta lettura dello spartito, dal dominio dello strumento e da una certa organizzazione musicale. Furono proprio queste le condizioni che determinarono la trasformazione del folclore di New Orleans in una vera musica: Il Jazz. Un impulso forte e decisivo fu dato senz’altro dall’apporto delle case discografiche americane, fino ad allora impegnate nella diffusione quasi esclusiva di musica classica, operistica o classico-leggera, che accortesi per tempo del nascente interesse suscitato dalla nuova musica anche in ambienti colti, cominciarono subito a contendersi i migliori musicisti, catapultando oltreoceano la fama di numerose bands, vendendo milioni di dischi e intascando somme favolose; businnes e jazz costituirono un binomio vincente. La Original Dixieland Jass Band – che incise il 26 febbraio 1917 il primo disco di jazz della storia – la Earl Fuller’s Famous Jazz band, gli Hot Five e Hot Seven del giovane trombettista emergente Louis Armstrong e i Red Hot Peppers di Jelly Roll Morton furono tra i migliori cavalli di razza della scuderia Victor: La sfida era appena cominciata.

 

Jelly Roll Morton
Mr. Jelly Lord
Mornfull Serenade
The Pearls
Jungle Blues
Kansas City Stomps
Big Foot Ham (Ham & Eggs)
Bogaboo
Georgia Swing

Original Dixieland Jass Band
Livery Stable Blues
Dixie Jass Band One-Step
I’m Forever Blowing Bubbles
Soudan (Oriental Jazz)

Louis Armstrong & His Hot Five
West End Blues
Savoy Blues
Ory’s Creole Trombone
Wild Man Blues (whit Hot Seven)

Earl Fuller & his Famous Jazz Band
Yah-De-Dah
Slippery Hank